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ad personam
1994 - 2010. Così destra e sinistra hanno privatizzato la democrazia.

Dibattito in occasione della presentazione di "Ad personam", di Marco Travaglio.

Milano 11 marzo, ore 21
C/o Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43.
Intervengono Piercamillo Davigo e Peter Gomez.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Alle ore 18, Marco Travaglio firmerà le copie del libro presso la libreria Feltrinelli Duomo di Milano.

La scheda del libro
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adpersonam
La premessa all'ultimo libro di Marco Travaglio Ad personam. 1994-2010. Così destra e sinistra hanno privatizzato la democrazia.

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Premessa
Ho deciso di scrivere questo libro quando ho letto sui giornali che il «processo breve» e il «legittimo impedimento» sarebbero, nell’ordine, la diaciannovesima e la ventesima legge ad personam della Seconda Repubblica, intendendo come personam Silvio Berlusconi.
Scorrendo gli elenchi degli ultimi mesi, ho subito scoperto che non era mai citata la prima: il decreto Biondi del 1994. Vuoi vedere – mi son detto – che ne dimenticano qualcuna?

Ho fatto un po’ di ricerche a ritroso e ho scoperto che di leggi ad personam pro Berlusconi (fra quelle fatte apposta per lui e quelle di cui lui o le sue aziende si sono avvantaggiati) negli ultimi sedici anni ne sono state approvate ben 36. Più altre 11 tentate e poi abortite, oppure approvate in un solo ramo del Parlamento e poi accantonate per i più svariati motivi, o ancora progettate e lì pronte, come colpi in canna, a essere sparate alla prima occasione utile. A queste vanno aggiunte 16 leggi fatte su misura per un’altra personam, diversa dal Cavaliere: di almeno 5 norme ha beneficiato, in alcuni casi in esclusiva, Marcello Dell’Utri, e con 3 è stato fulminato
Gian Carlo Caselli per impedirgli di diventare procuratore nazionale antimafia (3 norme contra personam, ma anche ad personam, visto che hanno favorito l’altro candidato alla Superprocura, Piero Grasso); ben 4 fra norme e provvedimenti sono stati adottati per salvare il generale Niccolò Pollari e gli spioni suoi coimputati per il sequestro di Abu Omar e le schedature del Sismi; 2 sono stati fatti apposta per levare dai guai gli spioni della security Telecom; un’altra – una delle prime ad personam diversa dal Cavaliere – fu varata apposta per riaprire la già chiusa revisione del processo ad Adriano Sofri, condannato per l’omicidio Calabresi.

Poi ci sono le leggi «ad mafiam»: 8 in tutto, una ogni biennio, contando solo quelle definitivamente approvate, a cui ne vanno aggiunte almeno 5 tentate e finora fortunatamente abortite: tutte ispirate al papello di Totò Riina. E come dimenticare le leggi «ad personas» (specialità del centrosinistra), tagliate addosso a intere categorie di mandarini intoccabili, ansiosi di non pagare mai pegno per le loro illegalità? Ne ho calcolate ben 18 approvate, più di una all’anno, e altre 7 rimaste a metà dell’opera. Impossibile contare, poi, le leggi «ad castam», per proteggere i privilegi della classe politica. E le leggi «ad aziendas», per tutelare il bottino dei soliti noti imprenditori, anzi
prenditori. E soprattutto le leggi «contra Iustitiam», che l’hanno irrimediabilmente sfasciata e ridotta in stato comatoso per la gioia degli imputati-impuniti eccellenti. (leggi tutto)


continua


 

ad personam1994 - 2010. Così destra e sinistra hanno privatizzato la democrazia.

Dibattito in occasione della presentazione di "Ad personam", di Marco Travaglio.

Torino, 8 marzo, ore 21
C/o Teatro Nuovo, corso Massimo D'Azeglio 17
Insieme all'autore intervengono Antonio Ingroia, Gustavo Zagrebelsky. Modera Ettore Boffano (La Repubblica).

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

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commenti

 

C’era un Patto tra Provenzano, i carabinieri dei ROS, una parte del mondo politico. Un patto per far finire le stragi di Stato (Italicus, Uffizi, San Giovanni in Laterano, oltre a Lima, Dalla Chiesa, Falcone, Borsellino), in cambio della latitanza protetta dei boss e della possibilità di “immersione” della mafia, cioè consentirle i suoi affari dopo aver ricostruito un equilibrio con la politica. Nel papello con cui Riina avanzò le sue richieste c’erano la fine del carcere duro (41bis), la chiusura dell’Asinara e di Pianosa, la revisione del maxi-processo, e molti altri “favori”. E infatti dal 1993 le stragi si interrompono. E’ questa la tesi de “Il Patto” (Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci – Chiarelettere, 2010), e i riscontri non vengono solo dalle carte.

Per anni Luigi Ilardo, un mafioso di rango, ambasciatore di Provenzano nella Sicilia dell’est, fu in realtà un infiltrato, cioè uno che faceva il doppio gioco. Nome in codice “Oriente”. Rivelò ogni cosa al Colonnello Riccio, compreso il covo di Provenzano, latitante da quarant’anni. Ma nessuno andò a prenderlo. Oggi c’è un processo a Palermo, tra i tanti, in cui le informazioni di Oriente sono alla base dell’imputazione al Generale Mori e al suo collaboratore De Donno del mancato arresto di Provenzano. Ilardo venne ucciso, inutile dirlo, proprio mentre stava per diventare un collaboratore di giustizia. Un pentito.

Ma in questo libro, di cui nessun giornale parla (a eccezione di una fredda recensione del Corriere) e che invece sta vendendo moltissimo, c’è ben altro. Si segue il filo dei rapporti tra mafia, Dell’Utri, Berlusconi, la massoneria, la politica degli anni Novanta e fino ad oggi, si pongono domande inquietanti, si portano alla luce tesi, ragionamenti, documenti, riscontri. Come l’analisi dei motivi e della dinamica della strage di via Capaci e dell’ancor più misterioso omicidio di Borsellino. Non furono uccisi per vendetta dalla mafia, ma forse dai servizi segreti, per motivi assai più gravi.

Ho trascorso tre giorni col cuore in gola, ho maledetto il nostro Paese, ho definitivamente assunto consapevolezza di quanto siamo impotenti di fronte alla conduzione della cosa pubblica, della giustizia, dell’ordine, della politica. E’ con fiero rancore, con lucida e feroce indignazione che ho chiuso il libro dopo l’ultima pagina. Sono sempre più convinto che l’unico modo sia astenersi, tirarsi fuori, non far parte di questo teatrino degli orrori manovrato da burattinai efferati, in cui l’unica cosa che ci è consentita sarebbe avallare lo scempio del potere con la nostra quiescienza di consumatori e lavoratori silenziosi, senza diritto di parola, senza dignità.

Ci resta solo una via: non chiedere niente a nessuno, fare tutto da sé, e quel che non si può, non farlo. Non desiderare il potere, gli oggetti, il favore di nessuno. Non piegarsi di fronte alle logiche del mercato, del capoufficio. Vivere in maggiore silenzio, pensare, studiare, coltivare l’idea che si ha di sé, fino all’autenticità inutile e muta di quello che siamo e che possiamo. In sintesi: requisire al potere, per quel che ognuno può, il nostro contributo di consumatori, lavoratori, membri della società, votanti perfino. Not in my name! E soprattutto non con il mio avallo, con il mio contributo, con la mia partecipazione. Quel Sistema campa e prospera solo se c’è gente che consuma, che aspira, che cerca la raccomandazione, che si candida, che partecipa al meccanismo che ha tante entrate (noi) e una sola uscita: la loro cassa piena di armi, potere, violenza, denaro.

Volevo votare l’unica voce che bilancia lo scempio, e cioè l’IdV. Non amo chi giudica, non amo le forze dell’ordine, mi fa paura la giustizia, e non stimo chi urla, ma la voce contro senza compromesso dell’IdV mi pareva l’unico residuo di equilibrio, l’unico peso sull’altro piatto della bilancia… E invece sono confuso. Penso che dopo tanti anni per la prima volta non voterò. Votare è comunque dichiarare che il sistema funziona, avere fiducia che la voce del singolo unita alle altre ha un peso e anche io governo il Paese. Se leggete questo libro, invece, capite una volta di più che non è così, che i giochi sono altri, altrove, per altre ragioni, e si cibano soprattutto del nostro voto, del nostro contributo prono al sistema. Viene in mente quel che diceva Brecht “Se il popolo non fa il suo dovere, il Governo lo scioglierà e ne eleggerà un altro”.

Pensare a Falcone e Borsellino, a Piersanti Mattarella, a Pio la Torre e ai tanti cittadini onesti di questo paese sacrificati al potere, dal potere, per mano mafiosa, fa rabbrividire. Toglie il fiato.



                                                                 
AD PERSONAMIn libreria dal 4 marzo 2010

Ad personam.
1994 - 2010. Così destra e sinistra hanno privatizzato la democrazia.
di Marco Travaglio
Collana Reverse
Pagine 608 - euro 16,90

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Corrompere giudici e testimoni, falsificare bilanci, frodare il fisco. E non essere processati. Sedici anni di leggi prêt-à-porter (1994-2010) ad personam, ma anche ad personas, “ad aziendam”, “ad mafiam” e “ad castam” per pochi potenti illustri.
Dai decreti Conso e Biondi dopo Tangentopoli alla Bicamerale (“Il piano di rinascita democratica? Me lo stanno copiando con la bozza Boato”, esultava Licio Gelli). Per continuare con le leggi sul falso in bilancio, le rogatorie, le intercettazioni, con le norme pro Sofri e Dell’Utri, pro Sismi e Telecom, e con i condoni fiscali ed edilizi, con l’indulto del centrosinistra, con i lodi Schifani e Alfano, gli illegittimi impedimenti e il processo breve che fulmina gli scandali Mills, Cirio, Parmalat, Fiorani, Unipol, Calciopoli e le truffe della clinica Santa Rita. Tutti salvi.

Sedici anni per tornare a Tangentopoli e a Mafiopoli, cancellando Mani pulite e la Primavera di Palermo, e beatificando Craxi, corrotto e latitante.

Sommario
Premessa
Introduzione
1994. Governo Berlusconi 1
1995. Governo Dini
1996-2001. Governo Prodi 1, D'Alema e Amato 2
2001-2006. Governo Berlusconi 2
2006-2008. Governo Prodi 2
2008-2010. Governo Berlusconi 3

Marco Travaglio, editorialista e cofondatore de “Il Fatto Quotidiano”, collaboratore fisso di Annozero, ha scritto fra l’altro "Mani sporche" (con G. Barbacetto e P. Gomez), "Se li conosci li eviti" (con Gomez), "Italia Annozero" (con Vauro e B. Borromeo), "Bavaglio" e "Papi" (con P.Gomez e M. Lillo), tutti editi da Chiarelettere. Per Editori Riuniti ha pubblicato una nuova edizione de "L'odore dei soldi" (con E. Veltri). Di grande successo il suo tour teatrale con "Promemoria" (Libro e dvd, Promomusic). Da poco in libreria il dvd "Democrazya 2009" (Casaleggio Associati). Cura anche un blog, voglioscendere.it, con Gomez e Pino Corrias.

Presentazioni
Torino, 8 marzo, ore 21
C/o Teatro Nuovo, corso Massimo D'Azeglio 17
Intervengono Marco Travaglio, Antonio Ingroia e Gustavo Zagrebelsky. Modera Ettore Boffano (La Repubblica).
Bologna, 10 marzo, ore 17
C/o Bravo Caffé, via Mascarella 1
Marco Travaglio interviene nell'ambito della rassegna Bravo Cult.
Taneto di Gattatico (RE), 10 marzo, ore 20.30
C/o circolo Fuori Orario, via don Minzoni 96/b
Interviene Marco Travaglio
Milano, 11 marzo, ore 21
C/o Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43
Intervengono Marco Travaglio, Piercamillo Davigo e Peter Gomez.
Este (PD), 19 marzo, ore 18
C/o cinema Farinelli, via Antonio Zanchi
Interviene Marco Travaglio
Padova, 19 marzo, ore 20.30
C/o Fornace Carotta, via Siracusa 61
Intervengono Marco Travaglio, Carlo Vulpio e Marcello Veneziani
Roma, 22 marzo, ore 21
C/o Alpheus – Via del Commercio 36 
Intervengono Marco Travaglio, Piercamillo Davigo, Antonio Padellaro, Roberto Scarpinato
Rovigo, 26 marzo, ore 21
c/o teatro sociale di Rovigo
Interviene Marco Travaglio
Mola di Bari (BA), 29 marzo, ore 18
C/o Castello Angioino
Interviene Marco Travaglio

Marco Travaglio firmerà le copie del libro giovedì 11 marzo, ore 18, presso la libreria Feltrinelli Duomo di Milano.



 diecigiorni
"Alain Minc, dieci giorni per sconvolgere il mondo" - Domenico Quirico, corrispondente di La Stampa a Parigi intervista Alain Minc, autore di I dieci giorni che sconvolgeranno il mondo.
(da www.lastampa.it)

Dieci eventi che sconvolgeranno il nostro povero mondo: Alain Minc, gran consigliere delle élite francesi sul come sfuggire a fati più o meno funesti, in un libro voltairiano che esce in Italia per Chiarelettere, immagina quelle che definisce «non profezie ma metafore». Dal bombardamento dell’Iran alla presa di potere intellettuale degli asiatici che conquistano tutti i Nobel. Una sola è già certa: tra 40 anni la Francia sarà più popolata della ex nemica Germania.

La bandiera cinese sventola su Taiwan, è il debutto di un nuovo imperialismo?
«C’è l’abitudine di dire che i cinesi sono rivolti all’interno e quindi non succederà domani quello che non è successo ieri. Io penso che i cinesi potrebbero essere tentati dalla dinamica stessa della loro potenza ad avere una politica più imperiale e, da un altro lato, a svolgere una politica più imperiale come derivato dei loro problemi interni. E ogni politica imperialistica passa attraverso Taiwan: è il punto più simbolico e più violento».

Israele colpirà l’Iran, potrebbe essere la cronaca di domani: perché, è scritto nel libro, «Israele non è uno Stato hegeliano».
«Non lo è perché non è uno Stato fondato sulla razionalità. Se lo fosse non esisterebbe; non c’è nulla di hegeliano nel processo che ha portato alla formazione di Israele. Credo che il problema sia molto caldo perché c’è un articolo scritto con l’inchiostro invisibile nella costituzione di Israele: nessuna bomba atomica in Medio Oriente salvo la nostra. Perché con l’inchiostro invisibile? Perché gli israeliani hanno la bomba ma non l’hanno mai ammesso. Che cosa potrebbe impedirgli di colpire l’Iran per bloccare l’arricchimento dell’uranio? Forse la sensazione che il loro patto di riassicurazione con gli Usa è di una solidità assoluta. Ebbene: lo era con Bush, non lo è più con Obama. Se aggiungete che le sanzioni non vengono votate per il no cinese e che la dittatura militare iraniana forzerà le cose annunciando un giorno che ha ottenuto l’arricchimento dell’uranio, non vedo come Israele non potrebbe colpire».

Un’Opa di Gazprom su Total scatena la guerra del capitalismo...
«Ci sono due tipi di investitori: le potenze ricche del Golfo, che io paragono alla borghesia dell’800 desiderosa di profitto e considerazione, e le potenze che considerano quella capitalistica come una vera guerra con altri mezzi, ovvero la Cina e la Russia. In questo capitolo ho reso omaggio al colbertismo italiano: ricordando che lo Stato francese si è sbarazzato del capitale di Total, mentre lo Stato italiano ha avuto l’estrema intelligenza di non sbarazzarsi dell’Eni. Per questa sola ragione Total può essere minacciata, mentre l’Eni no. Gli italiani, bizzarramente, hanno su questo punto una politica migliore di quella francese. Gazprom può lanciare un’Opa su Total per la ragione semplicissima che non può essere minacciata, lo Stato russo ne ha la maggioranza. Credo che questo pericolo non riguardi solo questa impresa: la Merkel lo ha detto molto chiaramente senza fornire una soluzione. La scelta migliore sarebbe un “golden share” europeo con due chiavi, una nelle mani della società e l’altra nelle mani dello Stato. Perché due? Perché sarebbe una garanzia contro l’abuso protezionistico e nazionalistico da parte di uno Stato. Una idea utopica? No davvero. Avevo convinto tempo fa il commissario europeo Peter Mandelson, che pensava di metterla sul tavolo a Bruxelles. Succederà il giorno in cui ci sarà una prima Opa violenta, cinese o russa».

La Scozia diventa indipendente, è l’ora delle piccole nazioni.
«Chi avrebbe immaginato che la Cecoslovacchia sarebbe esplosa? Eppure è successo. Cosa impedisce al Belgio di esplodere? Una sola cosa: che la capitale Bruxelles, francofona, è in Fiandra. Se Praga fosse stata in Slovacchia, la Cecoslovacchia sarebbe ancora lì. Ma dove le cose sono semplici, l’irridentismo è lì. La Scozia o la Catalogna… queste piccole nazioni, soprattutto quando sono prospere, hanno bisogno dell’ombrello europeo, certo, ma non hanno bisogno dell’ombrello nazionale. Guardate la Slovenia: non è più grande della Scozia e della Catalogna, e siamo nel cuore dell’Europa. Sì, è la fine dello Stato-nazione, ma quello fragile. Non è il problema della Francia. E neppure dell’Italia, il signor Bossi non avrà mai ragione».

Google compra il New York Times...
«Ma è già successo. Penso che oggi il New York Times non interessi nemmeno più a Google. Quando ho scritto questo volevo dire che il rapporto di forze era tale che Google poteva comprarsi un simbolo come un prodotto di lusso. Ma oggi il progresso tecnologico fa sì che possiamo comporre il nostro giornale personale sul net, inserire un programma che ci offre una selezione di tutti i giornali del mondo. Ho dieci giornali sul mio iPhone e non distinguo neppure più bene cosa leggo. Ma sono un vecchio abituato alle testate e ai marchi. Per un giovane diciamo di 15 anni il NYT non sarà più un marchio di riferimento. Quella che 18 mesi fa era una metafora è diventata una realtà».

Il terrorismo si impadronisce di un’arma atomica tattica per dettare le sue volontà al mondo. Le uniche precauzioni efficaci sarebbero troppo pesanti per essere accettate dall’opinione pubblica: lei preconizza una «gigantesca bufala» per provocare il panico necessario a farle accettare.
«Può succedere: una minaccia terroristica, l’arma nucleare su una città, Londra. Cosa fare? Prendere il rischio di evacuare milioni di abitanti? Per un Capo di Stato è la scelta peggiore. L’unica soluzione è preparare la gente con una bufala». 

Alain Minc è un politilogo e consulente finanziario francese. È autore di numerosi saggi. Fra i più recenti pubblicati in Italia: "La nuova trinità. I giudici, i media, l'opinione pubblica"(Armando, 1997) e "Spinoza. Un romanzo ebreo" (Baldini Castoldi Dalai, 2002).

I dieci giorni che sconvolgeranno il mondo
di Alain Minc
Traduzione di Valentina Abaterusso
Collana Reverse, Pagine 128, Euro 12
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Dal libro edito da Chiarelettere, il nuovo spettacolo teatrale di Pino Petruzzelli.

non chiamarmi zingaro"Cento volte è stato nelle loro baracche, nei ghetti di cemento e in quelli di lamiera. Ha raccolto testimonianze, ha studiato. Poi lo spettacolo L’olocausto dimenticato. Poi ancora queste 230 pagine di racconti, confessioni, storie. Voce narrante coloro di cui tutti abbiamo paura ma che nessuno di noi conosce.”
Le baracche e i ghetti sono quelli dei rom e dei sinti e le 230 pagine sono quelle del libro Non chiamarmi zingaro edito da Chiarelettere, uscito nelle librerie l’estate scorsa e giunto alla terza edizione.
Oggi il libro diventa uno spettacolo teatrale in cui Pino Petruzzelli racconta i rom incontrati in mezza Europa lasciando loro la parola per meglio capire e conoscere quegli “zingari” che una parte consistente dei media e della politica italiana hanno contribuito a far diventare i nostri maggiori nemici, la causa di tutti i mali, gli agnelli sacrificali perfetti. A questi veri ultimi della nostra società lo spettacolo è dedicato.

Da come una società tratta gli ultimi, ha detto Gandhi, si può vedere rappresentato senza mistificazioni il suo livello di evoluzione.
Ma chi sono gli zingari? O meglio chi sono i rom? E i sinti? Che cosa pensano?
Lo spettacolo è un canto d’amore per un popolo che non avendo mai avuto confini da difendere, nella sua lunga storia, non ha mai dichiarato guerra a nessuno. Se un bambino piange si va a vedere perché piange e Petruzzelli si è calato, fisicamente, per cinque anni nei campi nomadi e nei ghetti di mezza Europa per poi raccontarci, con sguardo lucido e appassionato, la vita dei tanti volti puliti di una cultura che del nomadismo ha fatto l’unica possibilpetruzzelliità di sopravvivenza.
Pino Petruzzelli c’invita a salire sul carrozzone degli ultimi, gli zingari, per rifuggire stereotipi e luoghi comuni e per ascoltare la loro verità. Lo spettacolo, lontano da facili romanticismi o morbosi compiacimenti, è un viaggio iniziatico attraverso un mondo, quello rom, che varrebbe davvero la pena conoscere, come ci consigliano due grandi Premi Nobel quali Gabriel Garcia Marquez e Gunter Grass.
Non chiamarmi zingaro è dedicato a tutti coloro che non riescono proprio ad accontentarsi di mezze verità o di verità di comodo.

A proposito del libro Francesca Mazzucato ha scritto: “E un libro bellissimo. Un libro che, una volta finito, si legge e si rilegge. Un testo di respiro civile, di grande poesia, che se vivessimo in tempi meno foschi dovrebbe essere reso libro di testo nelle scuole, dovrebbe essere diffuso fra i ragazzi, fra la gente, e spero che lo sia comunque, che venga letto. E’ un libro-miracolo. Uno dei quattro o cinque libri usciti quest’anno che dovreste davvero leggere.”
I precedenti spettacoli di Petruzzelli dedicati al popolo rom cioè L’olocausto dimenticato e L’olocausto di Yuri sono stati trasmessi dalla trasmissione Terra! di Canale 5, mentre Non chiamarmi zingaro è coprodotto da Teatro Stabile di Genova, Mittelfest 2009 e Centro Teatro Ipotesi. (da http://www.teatroipotesi.org/spettacolo_11.html)

Scarica la locandina
 
Le date dello spettacolo
Dal 2 al 7 marzo - Genova 
Teatro Duse
dal martedì al sabato ore 20.30 
domenica ore 16.00 
http://www.teatrostabilegenova.it/
19 e 20 marzo - Carpi (MO)
Auditorium San Rocco
venderdì 19 marzo, ore 21.00
sabato 20 marzo, ore 11.00
organizzazione Fondazione Fossoli

Incontri con Pino Petruzzelli
3 Marzo - Genova  
Università di Genova Facoltà di Lettere aula N, via Balbi 4.
Incontro con gli studenti di Storia del Teatro su Non chiamarmi zingaro.
4 Marzo - Genova
Foyer del Teatro della Corte  
ore 17,00 incontro con gli studenti del Liceo Classico "D'Oria" su Non chiamarmi zingaro.
ore 17.30 "Conversazioni con i protagonisti"
5 Marzo - Genova   
Scuola Ravasco P.za Carignano 1
ore 11,00 incontro con gli studenti dell'ASFOR su Non chiamarmi zingaro.

non chiamarmi zingaro
Non chiamarmi zingaro
Di Pino Petruzzelli
Prologo di Predrag Matvejevic
Collana Reverse - pp. 256
euro 12,60

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 il patto
Da Ciancimino a Dell'Utri. La trattativa Stato e mafia nel racconto inedito di un infiltrato.

Dibattito in occasione della presentazione di "Il Patto" di Nicola Biondo e Sigrido Ranucci.

Palermo, 25 febbraio, ore 18
c/O Auditorium Rai per la Sicilia
Viale Strasburgo 19.
Insieme all'autore Nicola Biondo, intervengono Salvatore Cusimano, Giuseppe Lo Bianco, Roberto Scarpinato. 
Ingresso libero fino a esaurimento posti.

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dieci giorni

I dieci giorni che sconvolgeranno il mondo
di Alain Minc, traduzione di Valentina Abaterusso
Collana Reverse - Pagine 128, euro 12
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"Il giorno in cui l'Asia si accaparrerà tutti i premi Nobel"
(Estratto dal capitolo 8)

"È il genere di statistiche cui di solito si presta scarsa attenzione.
Ogni paese si preoccupa, e sempre di meno, solo del premio Nobel ottenuto dai propri ricercatori. Intascata la medaglia, nessuno guarda più alla lista dei vincitori, che saranno, al solito, americani o tutt’al più inglesi o tedeschi. Se di tanto in tanto spunta un nome asiatico, si tratta senz’altro di un giapponese, o più probabilmente di un americano di origine cinese. In effetti, con quasi la metà dei dottorati americani (PhD) assegnati ad asiatici, gli Stati Uniti rappresentano un vero e proprio vivaio di premi Nobel. Per il resto del mondo non fa molta differenza che gli americani premiati non siano più ebrei della Est Coast bensì cinesi della West Coast.
Tutte queste statistiche vennero completamente sovvertite nell’autunno del 2021, quando tutti i premi furono assegnati a scrittori, economisti e scienziati provenienti dall’Asia, quella vera: Cina, India, Giappone, perfino Singapore. Di colpo scattò l’allarme in tutte le istituzioni accademiche occidentali, in particolare negli Stati Uniti. Fu uno choc terribile per Harvard,Berkeley, Oxford, Heidelberg, fino a Ulm.

La reazione della stampa apparve fulminea ed eccessiva, soprattutto dopo gli anni di totale indifferenza nei confronti del mondo scientifico: fioccavano le illazioni sulla straordinaria performance degli asiatici, che si sarebbe replicata anche negli anni successivi. Poche voci isolate cercarono invano di far prevalere il buonsenso, affermando che quel risultato simbolico si limitava a registrare l’inarrestabile ascesa degli asiatici ai vertici della conoscenza, senza per questo decretare la definitiva estromissione degli occidentali. Il presidente degli Stati Uniti si sentì tuttavia in dovere di richiedere un libro bianco a un’assise di scienziati di chiara fama, riuniti per individuare eventuali ritardi nel sistema universitario e della ricerca e per elaborare un piano di misure. Le autorità europee, invece, non ebbero alcuna reazione, quasi che la sfida fosse fuori della loro portata e il vecchio continente fosse da considerarsi ormai ai margini della corsa per il sapere.
Il giorno in cui gli asiatici si accaparreranno tutti i premi Nobel forse non arriverà mai, ma questo scenario rappresenta la metafora della migrazione del potere scientifico, così sottovalutata in Occidente.
(Leggi tutto)

 


continua

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I LIBRI DI CHIARELETTERE

Ad personam
di Marco Travaglio
Collana Reverse
Pagine 608 - euro 16,90
La scheda del libro


I dieci giorni che sconvolgeranno il mondo
di Alain Minc
Traduzione di Valentina Abaterusso
Collana Reverse
Pagine 128 - euro 12
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Il patto
di Nicola Biondo e Sigfrido Ranucci
Collana Principio Attivo
Pagine: 338 - euro 16,00
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La strada di Levi
di Davide Ferrario, Marco Belpoliti, Andrea Cortellessa
Collana DVD + libro
Euro 24
La scheda
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Giorgio Perlasca
di Dalbert Hallenstein e Carlotta Zavattiero
Pagine: 220 - euro 14
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Tourbook - Fabrizio De André 1975/98
di Fondazione Fabrizio De André onlus
a cura di Elena Valdini
Pagine: 484 - euro 59,00
La scheda del libro


Dentro l'Opus Dei
di Emanuela Provera
Collana: reverse
Pagine: 216 - euro 4,00
La scheda del libro


Fuori orario
di Claudio Gatti
Collana: principioattivo
Pagine: 241 - euro 15,00
La scheda del libro


Adesso basta
di Simone Perotti
Collana: reverse
Pagine: 195 - euro 14,00
La scheda del libro


La cura
di Michele Ainis
Collana: reverse
Pagine: 183 - euro 14,00
La scheda del libro


Agenda voglioscendere 2010
dal blog di Corrias, Gomez e Travaglio
a cura di Roberto Corradi
Prezzo: euro 12,90
La scheda


Il regalo di Berlusconi
di Peter Gomez e Antonella Mascali
Collana: principioattivo
Pagine: 339 - 15,00 euro
La scheda del libro


Presunto colpevole
di Luca Steffenoni
Collana: reverse
Pagine: 272 - 14,00 euro
La scheda del libro


Papi
di Marco Lillo, Peter Gomez e Marco Travaglio
Collana: reverse
Pagine: 331 - 15,00 euro
La scheda del libro


Un inverno italiano
di Andrea Camilleri e Saverio Lodato
Collana: reverse
Pagine: 336 - euro 14,60
La scheda del libro


Miss Little China
di Riccardo Cremona e Vincenzo De Cecco (DVD)
di Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò (libro)
Collana: libro+DVD
Pagine: 77 - euro 19,60
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Processo agli economisti
di Roberto Petrini
Collana: reverse
Pagine: 170 - euro 13,60
La scheda del libro


Vaticano S.p.A.
di Gianluigi Nuzzi
Collana: principioattivo
La scheda del libro
La rubrica dell'autore


Italia Anno Zero
di Beatrice Borromeo, Marco Travaglio e Vauro
Collana: reverse
La scheda del libro


I nuovi mostri
di Oliviero Beha
Collana: reverse
Pagine: 281 - 13,60 euro
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La morsa
di Loretta Napoleoni
Collana: reverse
Pagine 186 - 13,60 euro
La scheda del libro


L'Anello della Repubblica
di Stefania Limiti
Collana: principioattivo
Pagine 337 - 16 euro
La scheda del libro


Giovani e belli
di Concetto Vecchio
Collana: principioattivo
Pagine 193 - 14 euro
La scheda del libro
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Il Sol dell'Avvenire
di Giovanni Fasanella e Gianfranco Pannone
Pagine: 127
Durata DVD: 77 minuti
Prezzo: euro 19,60
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Passione reporter
di Daniele Biacchessi
Prefazione di Ferruccio De Bortoli
Collana: reverse
Pagine: 230 - euro 12,60
La scheda del libro
Il Teatro Narrativo Civile


Lotta civile
di Antonella Mascali
Collana: reverse
Pagine: 305 - euro 14,60
La scheda del libro
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Profondo nero
di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza
Collana: principioattivo
Pagine: 295 - euro 14,60
La scheda del libro
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La questione immorale
di Bruno Tinti
Collana: reverse
Pagine: 205 - euro 13,60
La scheda del libro
Il blog di Bruno Tinti


Io sono il mercato
di Luca Rastello
Collana: reverse
Pagine: 176 - 12,00 euro
La scheda del libro


Un paese di baroni
di Davide Carlucci e Antonio Castaldo
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Il suono e l'inchiostro
A cura del Centro Studi Fabrizio De André
Prezzo: euro 15,00
Collana: reverse
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La Finanziaria siamo noi
di Stefano Lepri
Prezzo: euro 13,60
Collana: principioattivo
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Strage continua
di Elena Valdini
Prefazione di Massimo Cirri e Filippo Solibello
Prezzo: euro 12,00
Collana: reverse
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ALZA LA TESTA!
di Piero Ricca
con Franz Baraggino, Diego Fabricio, Elia Mariano
Prefazione di Marco Travaglio
Prezzo libro + DVD: euro 16,60
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Un nuovo contratto per tutti
di Tito Boeri e Pietro Garibaldi
Prezzo: euro 10,00
Collana: reverse
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Evaporati in una nuvola rock
a cura di Guido Harari e Franz Di Cioccio
Prezzo: euro 37,00
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La paga dei padroni
di Gianni Dragoni e Giorgio Meletti
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Bavaglio
di Marco Lillo, Peter Gomez e Marco Travaglio
Introduzione di Pino Corrias
Prezzo: euro 12,00
Collana: principioattivo
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I cinesi non muoiono mai
di Raffaele Oriani e Riccardo Staglianò
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Il partito del cemento
di Marco Preve e Ferruccio Sansa
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Il ritorno del principe
di Saverio Lodato e Roberto Scarpinato
Prezzo: euro 15,60
Collana: reverse
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Non chiamarmi zingaro
di Pino Petruzzelli
Prezzo: euro 12,60
Collana: reverse
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L'attentato
di Andrea Casalegno
Prezzo: euro 12
Collana: reverse
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Voglia di cambiare
di Salvatore Giannella
Prezzo: euro 13,40
Collana: principioattivo
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Se li conosci li eviti
di Peter Gomez e Maco Travaglio
Prezzo: euro 14,60
Collana: principioattivo
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Viaggio nel silenzio
di Vania Gaito
Collana: reverse
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Il blog dell'autrice

Doveva morire
di Ferdinando Imposimato e Sandro Provvisionato
Prezzo: 15,60
Collana: principioattivo
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Nostra eccellenza
di Massimo Cirri e Filippo Solibello
Prezzo: 12,00
Collana: reverse
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La giornata del risparmio energetico

 
Sparlamento. Vita e opere dei politici italiani
di Carmelo Lopapa
Prefazione di Dario Fo e Franca Rame
Prezzo: 14,60
Collana: reverse
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La Repubblica del ricatto

di Sandro Orlando
Prefazione di Furio Colombo
Prezzo: 14,60
Collana: principioattivo
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Mani sporche
di Gianni Barbacetto, Peter Gomez, Marco Travaglio
Prezzo: 19,60
Collana: principioattivo
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Sante ragioni
Autori: Carla Castellacci, Telmo Pievani
Prezzo: 13,60
Collana: reverse
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A piedi
Autori: Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro
Prezzo: euro 13,00
Collana: reverse
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Il giorno in cui la Francia è fallita
Autori: Philippe Jaffré, Philippe Ries
Prefazione di Francesco Giavazzi
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Capitalismo di rapina
Autori: Paolo Biondani, Mario Gerevini, Vittorio Malagutti
Collana principioattivo
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Toghe rotte
A cura di Bruno Tinti
Prefazione di Marco Travaglio
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Siamo Italiani
A cura di David Bidussa
Collana: reverse
Prezzo: 10 euro
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L'Agenda Rossa di Paolo Borsellino
Autori Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza
Prezzo: 12 euro
Prefazione di Marco Travaglio
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Il Paese della Vergogna
di Daniele Biacchessi
Prezzo 9,50
Prefazione di Franco Giustolisi
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Italiopoli
di Oliviero Beha
Prezzo: 13,60
Prefazione di Beppe Grillo
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