In libreria dal 4 luglioIl partito del cemento potrebbe rovinare le vacanze a molti.Raffaele Niri, Il Venerdì di Repubblica (4 luglio 2008)
Adesso come allora. Come ai tempi de
La speculazione edilizia di Calvino (1957).
Una nuova colata di cemento si abbatte sull’Italia, a partire dalla Liguria. La febbre del mattone non conosce ostacoli perché raccoglie consensi trasversali, e al diavolo il paesaggio.
Chi può, se ne va ai Caraibi. Castelli, ex fabbriche, conventi, colonie, ex manicomi, ospedali:
tutto si può “riqualificare”, parola magica che nasconde ben altro.
Politici locali e nazionali, di destra e di sinistra, imprenditori, alti prelati, banchieri,
siedono contemporaneamente in più consigli di amministrazione e si spartiscono cariche pubbliche, concorsi, appalti, finanziamenti.
Allo scopo servono anche associazioni culturali o in difesa dell’ambiente, appuntamenti gastronomici, feste e premi.
Controllori e controllati spesso sono la stessa persona, famigliari o amici fidati.
“Fare sistema” da queste parti vuol dire costruire una rete sul territorio che non lascia spazi a chi non è della partita. In nome degli affari.
La Liguria sta coprendosi di quasi
tre milioni di metri cubi di cemento e se non c’è più posto a terra, si prova sul mare, costruendo nuovi porti per decine di migliaia di posti barca. Non mancano neppure i grattacieli, opera di architetti prestigiosi (Bofill e Fuksas a Savona, Consuegra ad Albenga) che hanno messo da parte qualsiasi scrupolo paesaggistico (ma Renzo Piano si è ritirato da un progetto che inizialmente portava la sua firma).
Parlando di cemento e di piani regolatori, si arriva necessariamente a parlare della mancanza di regole di una
classe dirigente in bilico tra l’imbroglio, la trama del sottogoverno e l’interesse personale. Di un’umanità approssimata moralmente e culturalmente.
Addio all’Alassio di Carlo Levi e di Hemingway, addio alla Sanremo di Calvino, addio alle Bocche di Magra della Duras, di Vittorini, Pavese, Einaudi. Addio alla Liguria degli artisti e degli intellettuali.
Ma non tutto è perduto, c’è chi si batte e ottiene risultati sorprendenti. Basta
cominciare dal basso. Tutti possiamo esercitare il ruolo di
cittadini, come dimostrano le associazioni libere e le iniziative che sono nate in questi mesi, in questi anni.
Leggi la rassegnaLeggi il post di Grillo dedicato a Il partito del cemento
Le foto della presentazione di Genova dell'8 luglio 2008 su flickr.com
Gli autoriFerruccio Sansa, già giornalista del
Messaggero e de
la Repubblica, è ora inviato del
Secolo
XIX. Ha pubblicato per la Bur-Rizzoli
Milano da morire (con Luigi Offeddu, 2007). Collabora con
MicroMega.
Marco Preve è giornalista de
la Repubblica. Anch’egli collabora con
MicroMega.
Il partito del cemento di Marco Preve e Ferruccio Sansa
Prefazione di Marco Travaglio
Collana
PrincipioattivoPagine 320, prezzo 14,60